Il rapporto con il tuo business è una relazione (e va coltivata)

Se hai un’attività tutta tua, probabilmente ci sono giorni in cui ti senti profondamente grata per il lavoro che fai.
E altri in cui ti pesa.
Giorni in cui sei entusiasta, piena di idee e motivazione, e altri in cui ti chiedi se ne valga davvero la pena, se stai andando nella direzione giusta o se ti sei persa.

Forse ami il tuo lavoro, ma ultimamente ti senti distante.
Oppure lo senti ancora tuo, ma diverso da come lo avevi immaginato all’inizio.
O magari in apparenza è tutto ok, eppure c’è qualcosa che non riesci a nominare del tutto, una sensazione sottile di incompleto, di incertezza o insoddisfazione che forse meriterebbe più attenzione.

Quando parliamo di lavoro, spesso usiamo un linguaggio fatto di obiettivi, performance, risultati.
Molto più raramente parliamo di relazione.

Eppure il nostro business è proprio questo: una relazione quotidiana, fatta di entusiasmo e fatica, di slanci e momenti di distanza, di scelte che avvicinano e altre che, lentamente, ci allontanano.

E come tutte le relazioni importanti, anche quella con la nostra attività merita attenzione costante.
Non solo nei momenti di crisi o di cambiamento, ma anche quando “va tutto bene”.

Ciao, sono Elisa Rigamonti, mi occupo di grafica e web design partendo dalle persone e dalla loro unicità.
Scrivo anche una newsletter in cui condivido riflessioni come questa, pensate per accompagnarti nel rapporto con il tuo lavoro con spunti e ispirazioni.
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Cosa significa prendersi cura del rapporto con il proprio lavoro?

Prendersi cura del rapporto con il proprio lavoro non significa essere sempre entusiaste, motivate o innamorate di quello che facciamo.
Così come in qualsiasi relazione viva, ci sono fasi diverse, momenti di vicinanza e altri di distanza, periodi di grande energia e altri in cui serve rallentare.

Avere un buon rapporto con il proprio business non vuol dire non attraversare mai dubbi o difficoltà.
Vuol dire, piuttosto, non smettere di ascoltare quello che sta succedendo.

Significa fermarsi ogni tanto e chiedersi:

  • Cosa amo davvero del mio lavoro, oggi?
  • Cosa mi dà energia e cosa, invece, me la toglie?
  • Quali parti del mio business mi rappresentano ancora e quali sento diventare strette?
  • Sto portando avanti qualcosa per scelta o solo per abitudine?
  • C’è qualcosa che continuo a fare “perché si è sempre fatto così”, anche se non mi rispecchia più?

Prendersi cura di questo rapporto vuol dire concedersi lo spazio per fare queste domande senza pretendere risposte immediate.
Vuol dire riconoscere che il business cambia, perché cambiamo noi.

A volte prendersene cura significa fare piccoli aggiustamenti.
Altre volte significa mettere dei confini, alleggerire, lasciare andare ciò che non è più sostenibile.
In altri momenti ancora, vuol dire semplicemente riconoscere e celebrare ciò che funziona, senza dare tutto per scontato.

Perché un rapporto si deteriora raramente per un singolo grande evento.
Molto più spesso succede quando smettiamo di prestargli attenzione.

Il legame tra business e relazione con noi stesse

Il modo in cui viviamo il nostro business è spesso lo specchio del modo in cui stiamo con noi stesse.
Non solo nelle scelte più grandi, ma soprattutto nei gesti quotidiani, in ciò che tolleriamo, in ciò che pretendiamo, in ciò che rimandiamo.

Se…

  • siamo abituate a non ascoltarci, probabilmente faremo lo stesso anche nel lavoro.
  • tendiamo a metterci sempre per ultime, il business finirà per occupare ogni spazio.
  • ci chiediamo costantemente di fare di più, senza mai riconoscere ciò che già facciamo, difficilmente riusciremo a sentirci davvero soddisfatte.

Prendersi cura del rapporto con il proprio lavoro, quindi, è spesso collegato anche al prendersi cura della relazione con sé stesse.
Perché diventa molto più difficile costruire qualcosa di sano e sostenibile su una base fatta di auto–pressione, senso di colpa o continua autosvalutazione.

Volerci bene non dovrebbe essere un premio da meritare quando raggiungiamo un certo obiettivo.
Ma il punto di partenza.
È ciò che ci permette di fare scelte più allineate, di rispettare i nostri tempi, di creare un business che non vada contro di noi.

Questo non significa procrastinare o smettere di crescere. Anzi!
Significa imparare a parlarci in modo più onesto e costruttivo.
Ascoltare i segnali di stanchezza prima che diventino esaurimento.
Riconoscere quando qualcosa non funziona più, senza viverlo come un fallimento personale, e quindi avere il coraggio di agire e provare a cambiarlo.

Un business può crescere meglio se chi lo porta avanti si sente vista, rispettata e sostenuta.
Anche, e soprattutto, da sé stessa.

Se senti che il modo in cui vivi il tuo business è profondamente intrecciato al modo in cui ti percepisci, potresti trovare interessante anche l’articolo Branding e autostima: un legame che forse non hai ancora considerato, un approfondimento che nasce dallo stesso bisogno di guardare al lavoro in modo più consapevole e umano

Un piccolo esercizio pratico (+ regalo)

Prendersi cura del rapporto con il proprio business non è solo una questione di riflessione, ma anche di piccoli gesti concreti.
A volte basta fermarsi un attimo, spostare lo sguardo da ciò che “manca” a ciò che già c’è, e riconoscerlo.

Per questo ti offro il mio regalo!
Una cosa semplice, ma anche potente.  
Un file che puoi scaricare e stampare, in cui scrivere tutte le cose fantastiche che ami del tuo lavoro. Dopo aver pensato e annotato tutto sul foglio stampato, puoi appenderlo vicino alla scrivania per avere sempre sott’occhio ciò che ti fa battere il cuore e ti motiva nel tuo business.

Quindi prendi il foglio e scrivi tutte le cose che ami del tuo lavoro.
Sì, anche quelle che ti sembrano scontate, ovvie o “non abbastanza grandi”.
I progetti che ti hanno resa orgogliosa, le persone con cui ami lavorare, i momenti in cui ti sei sentita nel posto giusto.

Non è un esercizio per convincerti che tutto va bene.
È un modo per rimettere a fuoco ciò che ti appassiona nel tuo business, e che spesso finisce in secondo piano quando siamo concentrate solo su ciò che non funziona.

Dopo aver stampato e compilato questa “lettera al tuo business”, vedrai che si dimostrerà un grande aiuto e sostegno nei momenti di frustrazione o scoraggiamento.
Non come promemoria di ciò che dovresti provare, ma come ancoraggio a ciò che ti motiva davvero e che ti ricorda cosa merita di essere coltivato.

Ciao sono Elisa Rigamonti, grafica e web designer.
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