Quando il tuo non è un vero sito web (anche se pensi di sì)
La consapevolezza dell’importanza di avere un proprio vero sito web, una propria casa online, sta crescendo sempre di più.
Allo stesso tempo stanno nascendo molte proposte che sembrano rispondere a questa esigenza, ma che spesso finiscono per creare confusione e fraintendimenti.
Nel mio lavoro di web designer mi capita, infatti, di parlare con professioniste che stanno valutando la creazione del loro sito, ma che stanno prendendo strade che rischiano di allontanarle dal loro obiettivo invece che avvicinarle.
Oppure mi dicono: “Sì, il sito ce l’ho già.”
Poi vado a vedere… e scopro che in realtà non è proprio un sito web.
Magari è una pagina creata con o con Milkshake o una di quelle piattaforme che promettono un “sito pronto in pochi minuti”.
Strumenti comodi, veloci e spesso anche carini da vedere nel risultato finale.
Ma c’è una cosa importante da sapere: non tutto ciò che sembra un sito web lo è davvero.
Il rischio è perdere tempo ed energie seguendo “scorciatoie” che vanno nella direzione sbagliata!

Quando un sito web non è davvero un sito
Negli ultimi anni sono nate molte soluzioni pensate per semplificare la presenza online.
Alcuni di questi strumenti permettono di creare pagine web molto carine dal punto di vista grafico, altri nascono come strumenti per raccogliere link o creare piccole presentazioni online.
Il problema non è l’esistenza di queste opzioni, che in alcuni casi possono anche essere utili.
Il problema nasce quando vengono percepite (o proposte) come se fossero veri siti web.
Perché non offrono le stesse possibilità e funzionalità! Quelle che servono ad un’attività professionale.
Ed è qui che nasce la confusione.
Perché quando si parla di sito web professionale, si parla di uno spazio online che rappresenti davvero il proprio progetto, che possa crescere nel tempo e che permetta di comunicare in modo chiaro e completo ciò che si fa.
Ma non tutte le soluzioni online permettono di fare questo.
Adesso vediamo insieme alcuni esempi comuni, le opzioni che più facilmente possono trarre in inganno.
Il “sito” fatto con Canva
Canva è uno strumento di grafica ottimo, pensato per creare presentazioni e post per i social in modo veloce e con risultati esteticamente molto gradevoli. Negli ultimi anni ha introdotto anche la possibilità di pubblicare online quello che viene chiamato un “sito web”. Ed è qui che nasce l’equivoco.
Cosa funziona: È veloce da usare, il risultato è visivamente curato, e per chi già usa Canva per i materiali grafici sembra una naturale estensione. Zero curva di apprendimento.
Cosa non funziona: Non hai controllo sul dominio (non puoi chiamare l’indirizzo del tuo sito con il nome che vuoi) , non puoi lavorare sulla SEO, non puoi gestire contenuti dinamici né costruire un blog strutturato. La presenza e la personalizzazione delle funzioni è super limitata: arrivi presto al limite di quello che puoi fare.
Perché non è un vero sito web: Quella pagina vive dentro Canva. Lo capisci subito anche dall’url. Non è casa tua, è una stanza in affitto in un condominio che appartiene a qualcun altro. Se Canva dovesse cambiare le condizioni domani, o semplicemente eliminare quella funzione, la tua presenza online svanirebbe con lei.
Ciao sono Elisa Rigamonti.
Creo grafica e siti web partendo dalle persone e dalla loro unicità. Se ti va di continuare questo percorso insieme, iscriviti alla mia newsletter per ispirazioni, spunti e risorse utili.

Il “sito” fatto con Milkshake
Milkshake nasce con un’idea molto specifica: creare un mini sito da mobile, pensato per essere costruito e visualizzato sullo smartphone. L’interfaccia è semplice, il risultato è carino, e per chi parte da zero può sembrare una soluzione accessibile.
Cosa funziona: È rapido da configurare, non richiede nessuna competenza tecnica, e il risultato su mobile è ordinato e leggibile. Per una presenza temporanea o per divertimento può avere senso.
Cosa non funziona: Le pagine che puoi creare sono separate tra loro, la personalizzazione è ridotta, e non supporta nessuna funzionalità avanzata. Non è uno spazio che può crescere con te e con il tuo progetto.
Perché non è un vero sito web: È uno strumento pensato per chi vuole qualcosa di veloce e provvisorio. Non per chi sta costruendo un progetto professionale. ll tuo “sito” non è pensato per essere visitato da pc, non hai modo di salvarlo o esportarlo altrove. Il piano pro che ti permette di avere un Contact form Card e di collegare Mailchimp costa circa 60€ l’anno (ovvero come un buon hosting con dominio personale, che ti lascia completa libertà!)

60€ l’anno per qualcosa che non ti appartiene?
Con lo stesso budget annuale puoi avere un hosting professionale e un dominio tutto tuo. Uno spazio che costruisci e controlli davvero secondo i tuoi obiettivi.
Il “sito” fatto con Bio.link
Bio.link è uno strumento pensato per raccogliere in un unico posto tutti i tuoi link: il profilo Instagram, il canale YouTube, il podcast, il contatto email. Una specie di cassetto digitale dove metti tutto insieme.
Cosa funziona: È pratico come punto di raccolta per chi ti segue già sui social e vuole trovare facilmente tutti i tuoi canali. Veloce da aggiornare, semplice da condividere.
Cosa non funziona: Non racconta chi sei, non approfondisce i tuoi servizi, non ti permette di creare contenuti. Non costruisce nessun tipo di relazione con chi arriva a visitarlo.
Perché non è un vero sito web: È un elenco di link con un po’ di grafica attorno. Un cartello stradale che indica dove trovare le cose, senza essere nessuno dei posti indicati. Può avere senso come supporto a una presenza online già strutturata, ma non può sostituirla.
Il “sito” fatto con Linktree
Linktree è probabilmente il più famoso della categoria. Nasce esplicitamente come strumento per la bio di Instagram, dove i link sono limitati, e ti permette di avere una piccola pagina con tutti i tuoi rimandi.
Cosa funziona: È immediato, gratuito nella versione base, e risolve il problema del “link in bio” in modo basico. Se hai tanti canali da condividere, fa il suo lavoro.
Cosa non funziona: Non ha pagine, non ha contenuti, non ha struttura narrativa. Non racconta la tua storia, non presenta i tuoi servizi in modo articolato, non permette a chi arriva di capire davvero chi sei e come puoi aiutarla.
Perché non è un vero sito web: Usare Linktree al posto di un sito web è un po’ come appendere un foglio A4 sulla porta di un negozio invece di allestire la vetrina: le informazioni base ci sono, ma l’impressione che lasci, e le possibilità che offri, sono tutt’altra cosa. Ha senso solo come parte di una strategia digitale più ampia, mai come sostituto della tua casa online.
Lo sapevi? La pagina link la puoi avere in WordPress!
Non hai bisogno di uno strumento esterno per raccogliere e mostrare i tuoi link. Se hai un sito WordPress la tua pagina link è già lì, dentro casa tua, integrata, nel tuo dominio, con il tuo stile.
P.S.: Nei miei temi child è già inclusa, pronta da usare.

Il “sito” fatto da una landing page (di una piattaforma newsletter o di servizi verticali)
Strumenti come Mailerlite, Brevo o Kit ( e in generale tutte le piattaforme per la gestione delle newsletter) permettono di creare una o più pagine pubbliche collegate al proprio account. In modo simile funzionano alcuni servizi verticali pensati per settori specifici, che offrono una pagina personalizzabile con le informazioni base sull’attività. Il risultato è spesso pulito, professionale nell’aspetto, e sembra rispondere all’esigenza di “esserci online”.
Cosa funziona: Se l’obiettivo principale è raccogliere iscritti alla newsletter, queste pagine fanno il loro lavoro. Sono già integrate con lo strumento di invio, sono veloci da configurare e non richiedono particolari competenze tecniche.
Cosa non funziona: Sono pagine con un unico scopo, e lo rispecchiano. Non c’è spazio per raccontare davvero chi sei, approfondire i tuoi servizi, costruire fiducia nel tempo. La struttura è piuttosto rigida, la personalizzazione non è completa, e, soprattutto, il dominio non è tuo.
Perché non è un vero sito web: Una landing page è per definizione una pagina singola con un obiettivo specifico. Un sito web professionale, invece, è uno spazio che cresce con te, che parla di te in modo completo, e che non dipende dalla piattaforma che stai usando per mandare le email. Confondere i due è come pensare che il volantino di una sfilata sostituisca l’atelier.
Una landing page può essere molto utile, ma come parte del tuo sito non come sostituto 😉

Un sito che ti somiglia, con tutto quello che ti serve.
Una landing page, una sezione blog, un modulo di contatto… ogni elemento al posto giusto, dentro uno spazio che è davvero tuo. I miei siti su misura si costruiscono attorno a te e al tuo progetto.
Il tuo progetto merita uno spazio all’altezza.
Canva, Milkshake, Linktree, una landing page di una piattaforma newsletter… Ognuno di questi strumenti ha il suo perché, e non si tratta di demonizzarli. Si tratta di usarli in modo consapevole per quello che sono, e di non scambiarli per qualcosa che non sono.
Un vero sito web non è solo una pagina online. È il posto dove chi ti incontra per la prima volta capisce chi sei, cosa fai e perché dovrebbe sceglierti proprio te. È uno spazio che cresce con te, che si adatta al tuo business, alle tue esigenze e ai tuoi obiettivi. Racconta la tua evoluzione, lavora per te anche quando sei offline.
Se stai costruendo un progetto professionale serio, meriti una base solida. Non una scorciatoia che sembra comoda oggi, ma che ti lascia senza fondamenta domani.
Perché la domanda vera non è: “Ho una presenza online?”
Ma: “Quella presenza parla davvero di me? Sta lavorando per me? Può evolvere insieme al mio progetto?”
E adesso tocca a te!
Quale strada senti più giusta in questo momento?




